Giocate, ragazzi, giocate, divertitevi e amate!

 

Due ragazzini giganti giocano a calcio nel Parco Merola di Ponticelli. Si tratta dei due bambini realizzati dagli street artist siciliani Rosk&Loste su una parete di circa 400mq, una rappresentazione di quanto avviene nel cortile antistante l'opera dove, ogni giorno, tutti i ragazzini si riuniscono per giocare a calcio, in attesa della trasformazione dello spazio in campetto, traguardo che l'opera vuole annunciare.

 

Quel pallone rappresentato a mezz'aria è il simbolo di una complice passione comune, così come le due maglie: una tutta azzurra come il Napoli, l'altra a strisce verticali bianche e celesti come l'Argentina, segni di una spledida stagione che la città visse con Maradona a capo della sua squadra. Ed è stato proprio Maradona a fornire l'assist per il titolo dell'opera, in riferimento alla sua ripresa della già popolae espressione ''Chi ama, non dimentica'', ancora una volta in napoletano: ''Chi è vuluto bene, nun s'o scorda''.

 

Il gioco diviene dunque il mezzo per parlare di calcio e quindi di regole, come alla base di ogni sport. Ma ancor più, come indica il titolo stesso, è l'importanza di un percorso di educazione che si vuole mettere in luce, non solo per i bambini di Napoli Est, ma per tutti i bambini: chi adesso viene amato, come figlio, una volta adulto e poi genitore, forse non dimenticherà quell'amore ricevuto e ne farà dono ai suoi figli, e così all'infinito.

Il maxi murale che celebra il gioco più famoso del mondo, riprende quella linea già tracciata da Jorit AGOch quando, accanto al volto della bellissima Ael, ha rappresentato uno strummulo, tipico gioco di strada napoletano; e poi, ancora, quanto espresso dall'opera favolistica di Zed1 intitolata ''A' pazziella 'n man' 'e criature''.

 

L'opera è stata realizzata con il contribuito di Ceres, nell'ambito del programma nazionale ''In strada c'è colore'', in collaborazione con INWARD – Osservatorio sulla Creatività Urbana e il sostegno del Comune di Napoli.