Anche la creatività urbana è un gioco da bambini!

 

Pulcinella è avvinghiato ad un joypad anche se le sue mani da burattino sono decurtate e gli altri giocattoli in legno paiono sgretolarsi pian piano sul suolo: è la decomposizione dei giocattoli tradizionali che ormai hanno lasciato il posto a giochi sempre più tecnologici per ragazzi sempre più rapiti da smartphone e tablet.

 

L'ha capito bene Zed1, tra i migliori street artist italiani, quando ha scelto di raccogliere l'opinione dei ragazzi del quartiere di Ponticelli che hanno manifestato una elevata frequentazione dei giochi digitali e dei videogiochi, prediligendo momenti di solitudine anziché di condivisione e convivialità. Per questo la grande facciata realizzata dallo street artist ci insegna che la creatività urbana può (e deve!) essere un gioco da bambini, invitandoci a riflettere, con quello stile favolistico e incatevole proprio dell'artista, sull'importanza della qualità del gioco. ''A' pazziella 'n man' 'ecriature'' di Zed1 segue il bellissimo ritratto realizzato da Jorit AGOch all'interno del Parco Merola, confermando il Centro Territoriale per la Creatività Urbana come punto di cordinamento di interventi di street art nel cuore di Napoli Est.

 

L'opera è stata realizzata on il sostegno del Rotary Club Campania Napoli, ANM e Assessorato al Decoro Urbano del Comune di Napoli.

 

"Abbiamo scelto di collaborare ad un progetto di street art perché ci sembra che nel 2015 sia l’espressione artistica migliore per restituire una buona visione del futuro, in grado di toccare più corde dell’animo umano, dall’umanità alla solidarietà. Ma più di tutto perché si può ragionare in termini di decoro urbano, per abbellire i quartieri e renderli più vivibili. L’idea è quella di associare l’esplosione dei colori all’esplosione della vita. Non è un caso che questo lavoro si realizzi a Ponticelli: è un quartiere bistrattato e dimenticato. Quindi il messaggio va anche a tutti quei ragazzi che hanno raccolto questo colore e hanno iniziato a vivere il territorio. Il tema del gioco equivale al “mettersi in gioco”, concetto spesso dimenticato per la forte presa dell’innovazione sulla tradizione. L’idea più ampia, quindi, è anche quella di far riscoprire le origini, le tradizioni e la storia di un quartiere e di far sì che queste possano essere proiettate verso il futuro. Ci sono tante famiglie che nella periferia est di Napoli, nonostante le difficoltà, si impegnano per andare avanti e non perdere questo rapporto con le proprie origini: si mettono in gioco, appunto. Più si interpreta il messaggio in questo modo più si contribuisce a valorizzare il contesto in cui si vive. Si parla di gioco e di contrapposizione tra l’innovazione e la tradizione ma questo non vuole essere un “game over”: vuole essere un confronto per migliorarsi o perfezionarsi, un messaggio di speranza e di solidarietà sociale", ha dichiarato Pasquale Russo, presidente Rotary Club Campania Napoli.