«Prometto» (di Olimpia Borrelli - Pastorale Giovanile IX Decanato)

 

- avrebbe ripetuto Rosario anni dopo. Dopo tanti incontri, tanti pensieri, tanto vissuto.

«Prometto di non dar troppo potere a tutto ciò che la vita te la toglie invece di donartela; a tutti quegli idoli che ti fanno credere di essere migliore solo con loro, ma che in realtà succhiano tutto di te. Prometto di ricordarmi del “riposo” come luogo di benedizione sulla mia storia e su quella delle persona che hanno incrociato il mio cammino. Prometto di dare il giusto peso a tutto ciò che entra ed esce dalla mia persona e da quella altrui, perché io possa guardare me e l’altro con perdono e accoglienza. Prometto di non uccidere; tante volte l’ho fatto e forse ancora lo farò, ma prometto che il mio cuore si impegnerà a non lasciare ferite profonde che hanno la forza di sanguinare a lungo. Prometto che cercherò di amare il mio prossimo e sopratutto il mio nemico, perché la mia capacità d’amore possa superare le logiche del mondo. Prometto di seguire ciò che è più “puro”, perché ogni gesto d’affetto non sia un gesto carico di possesso ma di amore libero e liberante. Prometto che cercherò di ricordare che il mio corpo porta in se una dignità che viene dall’alto e che si chiama Amore. Che quella stessa dignità sia per me maestra di vita affinché possa insegnarmi il vero valore della castità, la quale può avere la forza di custodire il mio intimo facendomi riscoprire la bellezza di poter essere dono per l’altro. Prometto di non entrare nella vita come un ladro, cercando di impossessarmi anche di ciò che non può appartenermi. Rubare, pensando che quel qualcosa debba essere per forza mio o semplicemente usare quello che di fatto è mio senza avere la capacità di condividerlo. Prometto di vivere nella verità, cercando di non mentire né a me stesso né all’altro, perché è la verità che rende liberi. Prometto di non farmi mangiare da sentimenti quali l’invidia, la gelosia, l’amarezza, la rabbia, e prometto che cercherò di fare in modo che questi ultimi non abbiano l’ultima parola su di me, sulle relazioni che vivo e sull’altro».

Rosario faceva memoria e prometteva. Sapeva che di lì a poco sarebbe caduto ancora, ma stavolta aveva una certezza in più: non era più solo. Con lui c’era la presenza di un amore diverso, nuovo, particolare e intimo. C’era una forza che gli veniva da dentro e che ritornava a lui attraverso la vita di tutti i giorni; quella fatta di gesti concreti, di difficoltà, di paure, di gioie, di incertezze, di incontri. Era consapevole che tutti quei “prometto” sarebbero stati difficili da vedere e vivere in ogni momento ma questo non lo spaventava, perché sapeva anche che avrebbero trovato, sempre e comunque, il loro compimento nel suo essere uomo, e quindi un essere impastato di tutto.