E se tornasse tutto come prima? (di Marina Padricelli - Pastorale Giovanile IX Decanato)

 

Il Sig.re Antonio si trovava a passeggiare nei vialetti del parco azzurro (situato nel bel mezzo del centro storico di Ponticelli) e la sua mente era completamente assorta tra quei pensieri che lo riportavano alla sua bellissima adolescenza, fatta di esperienze indimenticabili che ancora oggi, dopo 50 anni, custodiva dentro di sé come un tesoro prezioso. Ricordava i suoi amici, gli interi pomeriggi trascorsi insieme nella semplicità, dove anche un banale “mosca cieca” diventava il modo per crescere e divertirsi insieme.

Un pomeriggio di primavera, il Sig. Antonio, mentre ripercorreva gli anni indimenticabili della sua adolescenza, vide due ragazzini seduti su di una panchina a giocare con la Nintendo Ds. Si mise ad osservarli e, trascorsi circa 15 minuti, si rese conto che tra loro non uscì fuori nemmeno una parola! Regnava un profondo silenzio, diciamo che i due ragazzini lasciavano che la natura facesse il suo corso: gli uccellini cantavano, le foglioline cadevano ed il vento emanava il suo dolce suono! Bello tutto questo, ma i ragazzi, dov’erano? E le loro voci? I lori pensieri? I loro sorrisi?.

Antonio, colpito da questo siparietto, decise di fermarsi a parlare con loro, anche perché, uno dei due, era il figlio della sua vicina di casa. Sedutosi accanto a loro, dopo aver scambiato qualche chiacchiera, iniziò a raccontargli cosa accadeva proprio lì in quei luoghi quando lui era un teenager. Proprio lì su quelle panchine, si improvvisavano bancarelle dell’usato, si raccoglieva la legna per costruire piccole casette, e tanto altro. I due ragazzini si mostravano sempre più interessati ai racconti del Sig. Antonio, tanto che iniziarono a porgli tante domande.

La chiacchierata si prolungò per più di due ore! Intanto i videogiochi riposavano, avevano smesso di ipnotizzare Luca e Marco, era giunto loro qualcosa di bello che li aveva distratti, e portati per una volta, a far parlare loro! Si iniziavano a scorgere sorrisi, sguardi di intesa e di approvazioni, insomma si relazionavano! Ad un tratto il Sig. Antonio si alzò, e lentamente si allontanò per lasciarli da soli. Il suo cuore fu proprio colmo di gioia nel vedere i loro sguardi intenti a programmare qualcosa di nuovo!