SENZA PAROLE (di Marianeve Iorio - Pastorale Giovanile IX Decanato)

 
La storia parla di Alessia parrucchiera e Maria cliente ke hanno i figli della stessa età (9\10anni). Il tema è il nn comunicare più, nn usare più la fantasia e restare cn se stessi "skiattati" (per rendere meglio l'idea) davanti ai videogiochi.

Un giorno Maria prende appuntamento cn alessia per un colore, Alessia porta cn se suo figlio Mattia. Arrivati a casa di Maria, Gabriel (figlio di Maria della stessa età di Mattia) sta giocando alla playstation e Marta l'altra figlia è davanti al computer chattando su facebook...

Mattia, il figlio di Alessia, viene invitato a sedersi sul divano accanto a Gabriel mentre la madre lavora. Mattia si siede e i due ragazzi si guardano e poi Mattia prende la sua Nintendo... Ognuno pensa a sè. L'unico rumore che rimbomba è quello dei videogiochi e dei tasti del computer.

Maria e Alessia nell'attesa di posa del colore vanno a vedere cosa stessero facendo i figli si affacciano li guardano e con aria rammaricata tornano in cucina; dove riflettono sui tempi ormai cambiati e sul fatto ke i due bambini seduti vicino nn avessero scambiato parola e ognuno pensasse a sè.

Ricordano invece che ai loro tempi era diverso, quando ci si incontrava tra bambini si organizzavano e inventavano tanti nuovi gioki e ci si divertiva molto... Alessia dopo aver finito torna a casa. La sera le due donne nn fanno altro ke pensare a come far cambiare i figli e farli vivere un infazia più spensierata e divertente e nn chiusi in se stessi, nel virtuale di un gioco...