Ritorno al futuro (di Pietro Riccardi - Fondazione Famiglia di Maria)

 

Nel 1899 nella città di Napoli c’era un ragazzo di nome Rosario Cunto che un giorno si svegliò e incontrò uno scienziato che stava costruendo una macchina del tempo. Rosario si avvicinò e gli chiese: “Ma davvero viaggia nel tempo? A proposito io mi chiamo Rosario Cunto e tu?

Io mi chiamo Dott. Antonio Esposito, piacere” e aggiunse “sì veramente può viaggiare nel tempo, vieni qui ora ti spiego come funziona. Devi inserire l’anno e il giorno e andrai nel futuro o nel passato”. E Rosario disse “Posso diventare il tuo aiutante?” E lui rispose sì.

Rosario e il Dott. Antonio andarono in un parcheggio per provare la macchina ma vennero dei nazisti e uccisero il dottore. Così Rosario prese la macchina e ritornò al giorno prima, però prima di arrivare si doveva travestire perché se incontrava l’altro se stesso si rompeva il tempo.

Così si cambiò i vestiti. Passò un po’ di tempo e si fece sera e doveva trovare il dottore e dirgli di stare attento ai nazisti che volevano fargli del male però arrivò la sera e Rosario non lo trovò e doveva tornare a casa perché la mamma lo aspettava per cena. Così prese un foglio e scrisse un messaggio al dottore e lo spedì. Tornò a casa e Antonio venne sparato lo stesso.

Rosario gli si avvicinò ed era vivo perché la sua lettera era arrivata viaggiando nel futuro. Così Antonio si mise il giubbotto antiproiettili e disse : “Rosario grazie. Mi hai salvato la vita”.