Una giornata al San Paolo. (di Fabio Silvestre - ITI Marie Curie)

 

Era da tanto che io, Rosario Cunto e altri miei amici, aspettavamo quel giorno, il 25 Marzo del 2010. Quel giorno significava molto per noi e per tutti i napoletani in generale, si trattava di una delle partite più attese campionato: Napoli-Juventus.

Qualche giorno prima, io e il mio amico Gennaro ci richiamo all'agenzia dei viaggi sul Corso, con altri due documenti (oltre ai nostri) dei nostri amici Giuseppe e Ciro che non potevano essere li con noi poichè occupati in altre faccende. Porgiamo i soldi e i documenti al signore per comprare il biglietto, con una spesa totale di 100 euro, cioè 25 euro ciascuno, che allora era la massima paghetta che potevano darci i nostri genitori. Dopo qualche giorno e una lunga nottata, passata a messaggiare tra noi su che esito poteva avere la partita, arriva il giorno molto atteso.

Verso le 4:00 del pomeriggio, Gennaro prende l'auto e ci rechiamo tutti a Fuorigrotta, abbiamo scelto quest'orario per evitare il traffico e trovare un buon posto nella Curva B. Arrivati li, ci rechiamo fuori lo stadio e dopo i vari controlli degli steward, siamo riusciti ad "ammacchiare" quelle bottigliette di acqua e di coca cola che abbiamo appositamente portato da casa per evitare di comprarle sullo stadio, che costavano minimo il triplo. Dopo qualche ora passata a scrutare tutti gli striscioni in lontananza e ad ammirare lo splendore dello stadio, arriva il momento tanto atteso, cioè entrata in campo della nostra squadra.

Io e gli altri amici subito con i telefonini tra le mani a fotografare l'allenamento dei nostri giocatori e anche a fotografarci tra di noi per non dimenticare mai quella serata passata insieme. Inizia la partita e subito la Juve va a segno con il difensore Giorgio Chiellini, lo stadio è impietrito e lo stesso vale per noi che speravamo di passare una serata dove ci saremmo divertiti. Nel primo tempo susseguono molte azioni, ma la partita rimane sul risultato del 1 a 0 per la Juve. Finito il primo tempo, decidiamo di mangiare il panino portato da casa e in preda allo sconforto susseguono commenti come quello di Gennaro e Ciro: " Wa amma perz" diceva Gennaro e lo stesso Ciro, che era molto fiducioso su questa partita, mentre io continuavo a ripetergli che la partita finisce al 90esimo.

Iniziato il secondo tempo subito il Napoli guadagna un calcio di rigore. Tutti con le mani sugli occhi per paura dell'esito negativo del rigore, ed infatti così è stato. In un attimo le mani dagli occhi sono passati alla bocca come segno di sconforto dell'opportunità sprecata. L' esclamazione di Gennaro: "O sapev sol ij" dice tutto sullo sconforto e la mancanza di ottimismo che aveva. Ma ad un tratto la partita cambia improvvisamente, il Napoli ci mette tutto l'orgoglio fino ad arrivare alla prima marcatura proprio di Hamsik, che aveva sbagliato il rigore in precedenza. In seguito arrivano anche le marcature di Quagliarella e del Pocho Lavezzi che trasformano il San Paolo in una vera borgia. Ricordo che io, Gennaro, Ciro e Giuseppe abbracciavamo persone che neanche conoscevamo tanto era la felicità.

Al ritorno a casa decidiamo di andare in un pub a festeggiare e ovviamente io, per prenderli in giro gli ripeto la frase che ho detto alla fine del primo tempo, cioè : "La partita finisce al 90esimo", e tutto questo per fargli capire che non ci si deve mai arrendere e non si deve mai smettere di sperare.