A vita? Nun e nu tir a sorte! (di Domenico Citarella - ITI Marie Curie)

 

Sabato 24 marzo, Io ed Antonio scendiamo con un nostro amico, ci intratteniamo fuori al bar nel rione, è verso mezzanotte con un altro gruppo d'amici ci avviamo a comprare n pezzo da 25 € d'erba e così facendo il mio amico Antonio inizia a fumare una canna per la prima volta mentre io mi bevo una birra...
Tutti insieme prendiamo la decisione di andare a Pomigliano d'Arco in una via molto affollata dove certi ragazzi iniziano a guardarci storto e Antonio mi fa: “Rosà nun e penzà!”... e finisce là.
Verso le 4 del mattino un po’ sotto effetto di alcolici e marijuana andiamo dietro al bottegone a Volla per giocare a pallone, verso le 5 del mattino Antonio inizia a sclerare… comincia a fare cose un po’ strane tanto da portarlo ad attraversare la strada senza guardare mentre da lontano noi tutti ci accorgiamo che si avvicina un'auto a gran velocità...
Antonio sta in pericolo ma mentre noi tutti pensiamo questo... il nostro amico Giovanni più lucido di tutti lo tira fuori dalla strada, Antonio è incosciente non si accorge di nulla di ciò che stava accadendo lo mettiamo in auto e lui si abbatte. Io vorrei dire ad Antonio non fare queste cose solo per sentirti meglio e farti notare perché la vita non è un tiro a sorte lo scegli tu il tuo futuro.