Tarzaniello (di Andrea Capponi - ITI Marie Curie)

 

Tarzaniello è un ragazzo di 16 anni, frequenta ancora la terza media nella scuola “Nino Cortese”, quindi è un pluribocciato ed è uno dei cani di pecora di Gerozzo.

Egli e i suoi amici abitano a Barra, e proprio nel loro periodo adolescenziale dopo la scuola passavano le giornate per strada facendo bravate di bullismo.

Essi erano proprio un gruppo, una banda di poche persone.

Ma una volta, Tarzaniello e la sua banda, la fecero proprio grossa perché non solo continuavano a fare atti di bullismo, ma un giorno decisero di fare una rapina, ad un supermercato, non per un fatto economico ma per puro divertimento.

Questa rapina però non andò a buon fine perché il proprietario del supermercato, durante la rapina, preme il pulsante di allarme.

Così scattò l’antifurto, e il capo della banda (Gerozzo), dà un colpo alla testa allo stesso proprietario e sviene perdendo sangue.

La banda si rende conto dell’accaduto, cioè che il loro capo l’ha fatta veramente grossa, quindi non pensano ai soldi ma solo a scappare. Durante la fuga c’era proprio la volante della polizia che stava giungendo sul luogo e vide scappare proprio i ragazzi e così iniziò l’inseguimento.

Loro stavano con un auto di un altro amico più grande che stava facendo il palo, ma nell’inseguimento, i poliziotti li fecero andare fuori strada provocando un incidente e così li arrestarono.

Ebbero una pena di 2 anni nel carcere minorile a Nisida, in celle separate.

Due anni dopo, alla fine dello scontare la pena, uscirono dalla galera ma le loro strade si divisero totalmente e persero i contatti tra loro.

Tarzaniello, poco dopo la galera, trovò l’amore della sua vita e nn avendo nemmeno un lavoro, decise di mettere su famiglia e di sposarla.

Ora Tarzaniello ha 30 anni, con una famiglia costituita dalla moglie e dalle 2 figlie.

Per tutti questi anni non ha lavorato o meglio ha fatto qualche lavoretto a nero, portando la famiglia avanti con l’aiuto dei genitori, ma da qualche mese a questa parte ha preso lavoro grazie allo zio, facendo il magazziniere visto che non può fare nemmeno un concorso non essendo diplomato e per la sua ignoranza culturale.

Egli è diventato un uomo maturo, sta capendo il vero senso della vita. Pensa molto spesso alle cazzate fatte con la sua banda da ragazzi mettendosi anche dall’altra parte, quella delle loro vittime e sa che facevano cose brutte, ma soprattutto di quella famosa rapina, che gli ha sporcato la fedina penale.

Proprio per questo, dà un consiglio ai giovani, cioè quello di divertirsi, di fare cazzate, anche perché è impossibile non farle, ma con moderatezza, senza esagerare e soprattutto di pensare almeno un po al domani (anche se è difficile) di cosa vorreste fare nella vita.