UNA VITA INUTILE (di Giuseppe Pelliccia - Arci Movie CATRIN)

 

Iniziò tutto quando aveva 16 anni.

Mi chiamo Cerozzo, vivo a Palermo, sono nato in una famiglia ricca. Il mio hobby era quello di andare in discoteca ed ubriacarmi. La mattina andavo a scuola a piedi, prima di entrare mi prendevo una bustina di cocaina. Mi chiamavano “Cerozzo o' boss”.

A 17 anni ho pure cominciato a fare sesso e con gli amici mi ubriacavo, era una vita un po' così, non mi piaceva niente anche se ero ricco. Dopo 19 anni, sono diventato un killer, però dopo un po' mi arrestarono.

A 25 anni, iniziavo una vita nuova, ero uscito dal carcere e il mio amico Rosario, che a mia insaputa si era messo d'accordo con mio padre, mi venne a prendere e mi disse: "Cerozzo, come stai? Amico mio!?!”, ed io gli risposi “Rosario, io sto bene, dove andiamo?”, lui mi rispose: "Ad una parte che non ti piacerà per niente." Dopo qualche ora ci ritrovammo a casa mia, era l'unico posto dove non volevo andare. Discussi con mio padre, mi stancai e me ne andai sbattendo la porta, me ne andai a vivere con Rosario, che si scusò per quello che mi aveva fatto.

A 38 anni, mi ritrovai in una famiglia mafiosa chiamata Corleone, era una famiglia spietata, non aveva paura di niente, eravamo coloro che comandavano. Festeggiai i miei 40 anni in un locale famoso e lì mi sentivo RE. Sentivo le voci dei miei compagni: “Auguri Cerozzo, auguri.” sbiadite dalla cocaina.

A 50 anni mi ritrovai a casa, i 10 anni li feci in ospedale, in coma, perché approfittando che ero completamente fatto a cocaina, mi avevano sparato. Mi stancai di quella vita ed iniziai a denunciare tutti quelli che facevano parte della famiglia dei Corleone.

A 54 anni mi ritrovai a fare tutto quello che non avevo fatto in vita mia.