Cambiare. (di Rosa Russo - Liceo Scientifico Calamandrei)

 

“Ricordo quel giorno come se fosse ieri.”
Esclamò Rosario.
“Era una di quelle giornate in cui vedi alternarsi momenti di limpida luce a momenti in cui l’oscurità pervade ogni cosa, dovuto al passaggio continuo e senza tregua delle nuvole cupe sui raggi del sole.
Un sole primaverile. Il mio preferito.
Per la prima volta in tutta la mia vita riuscii a sentire davvero, dentro di me, il senso della primavera.
C’era aria di cambiamenti, c’era aria di miglioramenti... di un mio miglioramento.
Camminavo per strada, fumando la solita sigaretta, senza idee né obbiettivi.
Vagavo per il mondo come il vento.
Ero una scarica di rabbia che si dimenava in ogni parte del suo piccolo universo in modo furioso, in modo incazzato. Sì ero incazzato. Incazzato con la vita, con Dio...con me stesso.
Non facevo altro che chiedermi perché la vita mi avesse dato in mano quelle carte da giocare, non facevo altro che chiedermi perché mentre i miei compagni erano liberi di fare progetti per i loro futuri, io dovevo vedere costrette la mia personalità e la mia volontà all’interno di una gabbia che, altri al di fuori di me, avevano scelto per me.  
Ma quello che più di tutto mi bruciava dentro era la rabbia che avevo con me stesso.
Perché mi ero fatto manovrare, mi ero fatto scegliere.
Ero diventato spettatore e non artefice della mia vita.
Ero diventato una nullità.
E non era questo che volevo per il mio futuro.
Volevo cambiare e il rancore che si sfioccava in ogni mia terminazione nervosa divenne man mano la molla che permise il mio lancio.
Cominciai a scrivere.
Scrivevo di tutto ciò che nutrivo per il mondo.
Scrivevo della mia vita, dei miei progetti e dei miei obbiettivi.
Scrivevo perché era l’unica cosa in grado a farmi sentire vivo dentro.

Poi incontrai lei.

Sono sicuro che è stato grazie alla mia adorabile moglie se oggi mi trovo qui a parlare del mio libro davanti a voi. Grazie a lei ho compreso che l’amore talvolta non si riduce alla semplice passionalità o inibizione sessuale. Ho capito che talvolta l’amore va al di là di tutto ciò e si espande fino a raggiungere i limiti dell’impensabile, fino a raggiungere ciò che va al di là dell’amore stesso.