Cercasi disperatamente Rosario (di Gabriel Perno - Liceo Scientifico Calamandrei)

 

Io? Chi sono io? Ti svegli una mattina e ti ritrovi con qualche pelo in più sul viso e qualche certezza in meno da stringere tra le mani.

Ti accorgi che durante la notte hai oltrepassato il filo labile che separa l'età spensierata dalla maturità senza passare l'esame e non sei ancora pronto, forse non lo sarai mai.

Questo passaggio è indolore ma ha una controindicazione: ti cancella i sogni, le speranze per il futuro.

Nella tua mente soltanto doveri che si susseguono in fila e litigano per la precedenza come accade alle poste.

Capisci che la vita non ti aspetta, è lei che detta il tempo e tu devi solamente obbedire, senza sbavature, perché hai solo una possibilità, alla seconda sei fuori dal gioco. Game Over.

Scopri che hai passato una vita a cercare di nascondere i tuoi errori e quando credevi di esserci riuscito è lì che la tua coscienza diventa un tribunale supremo, cerchi una via d'uscita ma non c’è.

La vita ti presenta numerosi bivi ed io ho imboccato sempre la strada più comoda, che si è rivelata sbagliata, ed a fatica sono arrivato fin qui, con due figli che cercano un padre, una moglie che cerca un marito ma soprattutto io che cerco me.

Io cerco quel Rosario pieno di speranze, di ambizioni, che è morto in quella Napoli così fredda e arida che non dà spazio alle ambizioni, tanto meno ai sogni.

Cerco di quadrare il bilancio della mia vita ma l’unico cerchio che sono riuscito a chiudere è stato lo zero che mi accompagna da sempre.

Anche adesso, a 60 anni, scopro che questo numero in fondo è la chiave della mia vita. Rosario sei zero.

Ho ancora una speranza, che gli altri non facciano i miei stessi errori e che non arrivino a sentirsi nulli perché la vita in fondo è un concerto che sembra non finire mai ma quando finisce ti accorgi che è durato troppo poco.