Posai la penna sul tavolo... (di Francesca Veneruso - Liceo Scientifico Calamandrei)

 

Posai la penna sul tavolo e mi strofinai gli occhi con i polsi, non avevo dormito, daltronde da quando ero stato sbattuto dentro dormivo si e no 2 o 3 ore a notte, guardai i fogli davanti a me, erano accompagnati da foto, ritagli di giornale ed un paio di sigarette. Cominciai a girare nella stanza cercando di evitare che mi si addormentassero le gambe, la stanza ogni giorno pareva sempre piu stretta, ma infondo ero dentro da solo un anno... la luce che trapelava dalla finestrella mi faceva capire che dovevano essere le 5 circa, non c'era nemmeno un dannato di orologio in quello sputo di posto.

Poggioreale era un inferno, una sorta di bidone dell'immondizia non riciclabile, quella di cui non si sa che farsene e quindi rimane lì aspettando che il padreterno prenda provvedimenti. "E aspettiamo..." pensai. Mi infilai il pantalone che però mi andava troppo largo e quindi ricadeva giù. Feci un anima e coraggio e ripresi a scrivere; ma cosa potevo scrivere? <sei importantissima per me, lo sai che ti amo, tornerò presto e finalmente staremo di nuovo insieme> infondo cosa può dire un padre a sua figlia? Alice non mi avrebbe mai perdonato, e lo sapevo così bene... non avevo sue notizie da mesi ormai e l'ansia non mi faceva vivere più bene, avevo attacchi di panico, crisi respiratorie e mi piangeva il cuore ad ogni battito.

Sua madre l'aveva allontanata da me, ma come dargli torto... "ero un latitante, un assassino (anche se poi non avevo mai fatto del male ad una mosca) uno sporco cammorrista coinvolto nella droga e nella prostituzione" o almeno è così che a lei piaceva dipingermi. Comunque le erano piaciute però le pellicce di visone, le bottiglie di Don Perignon e i gioielli; all'epoca. Buttai l'occhio su un giornale del 2011, con la testata rossa in corsivo adornata dai punti esclamativi: ARRESTATO LATITANTE TRA I 100 PIU PERICOLOSI! mi scappò un'invisibile sorriso "non sanno nemmeno cosa sono i latitanti... la camorra? ah...la camorra è tutt' nata cos' " poi mi misi a guardare la foto imposta a centro pagina che dominava sull'intervista al presidente, una foto tanto grande da sembrare uno specchio; peccato che guardandola mi accorgevo sempre di più che quell'uomo non ero io, o almeno non lo sono più o forse non lo sono mai stato.

Alice tra poco avrebbe compiuto 14 anni e di suo padre non sapeva nulla.. aveva la testa piena di bugie di menzogne... la "Famiglia" ogni giorno mi fa sapere che sta bene, non gli fa mancare nulla, ogni tanto vedo Il Fuchista aggirarsi indiscreto tra i corridoi del carcere e nessuno gli dice niente, ma che devono dirgli? i politici sò più fetenti loro che noi, solo che loro le maniche ce l'hanno pulite...

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... <ciao alice, come stai? è tanto che papà non ha tue notizie... lo so, sei arrabbiata... zia Anna ha detto che sei molto brava a scuola, è vero? è proprio una bella notizia sono orgoglioso... mi manchi tanto e piango tanto, ma quando penso che tra poco ritorneremo a stare insieme mi rassereno... Papà ha sbagliato, lo sappiamo bene, ma ti giuro sulla vita mia che non sono più quell'uomo che un anno fa guidò quel maledetto furgone. Era tutto così difficile prima, i soldi non ci stavano, la droga sembrava l'unica via d'uscita... la "Famiglia" mi aveva promesso che non sarebbe successo niente... ho sbagliato tutto Alì! ma ti prego perdonami... se ti vergogni di me io lo capisco, anche io mi vergogno di me stesso, sono un fallito... io... dimmi che mi vuoi bene... ti prego dimmelo...> ...

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Da quando ero in carcere le avevo mandato circa una lettera ogni due giorni, mai una risposta, mai una notizia di lei. Forse quelle lettere non gli erano mai arrivate... mia sorella Anna che spesso mi veniva a trovare insisteva nel dire che era meglio che la lasciassi stare, che era troppo piccola, che non poteva capire. La mia ex-moglie si era risposata ed ora c'era un altro che si prendeva cura di lei e della bambina. "Sono suo padre, come posso fingere che mia figlia non esista?!" il pensiero che Alice mi abbia dimenticato o addirittura cancellato dalla sua vita mi fa morire... 

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<amore mio, la mia vita non è mai stata vita, quando sei nata tutto è cambiato, finalmente ero felice, come poteva un mostro come me meritarsi una costa tanto bella come te? Dio è stato buono con me, ma adesso è giusto che io paghi per ciò che ho fatto, ha pensato di farmi pagare togliendomi l'unica cosa che davvero m'importasse, tu, ti abbraccio amore mio, sei bellissima... avrei voluto vederti diventare donna e crescere... ciao Alice... ciao.
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<Rosario Cunto> 

Sigillai la lettera e la poggiai sul tavolo, tra poco serebbe arrivato o' Fuchist a ritirarla, mi ero raccomandato personalmente a far si che la lettera arrivasse ad Alice in persona. Presi la sedia, la poggiai sotto il lampadario dal quale pendeva una corda; salii, respirai intensamente, pensai ad Alice e vidi la luce dell'alba trasformarsi in tramonto e sparire.

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