La partecipazione di Rosario Cunto al contest de Gli Est (di Annamaria Corbi - Liceo Scientifico Calamandrei)

 

Un sogno

La partecipazione di Rosario Cunto al contest de Gli Est-Emporanei era andata benissimo. Aveva avuto molti apprezzamenti su Facebook e quando il gruppo decise di produrre la sua canzone e inserirla nel loro nuovo album, quella canzone, semplice, ma che raccontava la storia di un ragazzo con diversi problemi, aveva ormai scalato le classifiche. Fu così che Rosario capì qual'era la sua aspirazione nella vita. E cioè quella di fare rap. Iniziò un po' come hanno iniziato tutti i rapper e cioè promuovendo canzoni sul web.

La sua vita, la sua città e le sue difficoltà facevano diventare uniche e originali quelle canzoni, che ogni giorno acquistavano popolarità.

Aveva ormai 18 anni e aveva composto ben 15 canzoni, e il suo desiderio era quello di essere contattato da una casa discografica per incidere quelle canzoni che ormai quasi tutti consideravano fantastiche.

Quella telefonata tanto attesa arrivò, un giorno di primavera, mentre cercava di buttar giù altre rime.

La Tempi Duri, l'etichetta di Fabri Fibra, il suo rapper preferito, lo contattò. Era decisa di voler promuovere quel giovane, di farlo conoscere poiché aveva talento.

Ma la vita dei nuovi rapper non è facile. Devono stare a tanti doveri, e il primo a cui era soggetto Rosario era quello di comporre nuove canzoni, che avessero un solo obbiettivo e cioè quello di essere originali, tutto questo doveva farlo in un mese.

Rosario passò giorno e notte a scrivere. Era importante per lui non deludere, non solo la casa discografica ma anche la sua fidanzata, che credeva in lui.

La fidanzata di Rosario era una ragazza molto semplice di nome Benedetta. L'aveva conosciuta per caso un pomeriggio, si era subito innamorato di quella ragazza dagli occhi azzurri come il mare. Con una scusa banale la fermò. Anche lei si sentì affascinata da quel ragazzo con i capelli rasati che gli davano quell'aria da duro.

Parlarono l'intero pomeriggio, Rosario le raccontò del suo progetto e del suo sogno, lei gli confidò di essere scappata di casa, era stanca dei continui litigi che ogni sera sentiva fare ai suoi genitori.

Vedeva in Rosario una persona con la quale poteva parlare liberamente e alla quale non doveva nascondere i suoi problemi. Rosario, infatti la ascoltava e la guardava come un pittore guarda la sua musa.

E proprio questo diventò Benedetta, la sua ispiratrice, la donna a cui erano dedicate tutti i suoi testi. Da quel giorno si incontrarono tutti i giorni, proprio nello stesso posto in cui si erano incontrati la prima volta. Giorno dopo giorno si innamorarono sempre di più e giorno dopo giorno Rosario scriveva canzoni sempre più belle, sperando che sarebbero piaciute anche alla casa discografica.

Faceva ascoltare i suoi testi solo a Benedetta. E ogni qual volta finiva di cantare lo stringeva forte, gli faceva sentire che gli era vicina.

Dedico il tempo allo studio,

allo studio di che?

Allo studio delle rime che più piacciono a te
sto con chi non m’annoia,

passi il tempo con chi?

Passo il tempo con chi mi ha accompagnato fin qui

Era questa la strofa che più piaceva a lei, la strofa con la quale Rosario le faceva capire quanto era importante per lui.

Passò un mese e arrivò puntuale come la mezzanotte la telefonata della casa discografica. Voleva i suoi testi.

Fissarono l'appuntamento per le 10:00 del giorno successivo.

Rosario con l'ansia che lo soffocava, si presentò all'appuntamento simile a uno zombie, che aveva bevuto caffè tutta la notte e riletto 1000 volte i suoi testi, senza però apportare nessuna modifica.

Si incontrarono in un bar, avevano letto i dodici testi, li avevano commentati, avevano discusso anche sulla musica. Era ormai fatta. I testi erano piaciuti, Rosario doveva a breve incidere il suo sogno su un cd, che presto avrebbe invaso i migliori negozi.

Quando riportò la bella notizia a Benedetta, diedero insieme un grido di gioia. E quella stessa sera andarono a festeggiare, e festeggiarono non solo la realizzazione del sogno, ma anche il suo primo contratto che avrebbe cambiato la vita di entrambi.

Uscì il suo primo cd e fece furore. Vendette molte copie portando al giovane rapper non solo molto guadagno ma anche molte soddisfazioni per il lavoro che aveva fatto.

Ma la vita dei rapper si sa non è stabile, è sempre precaria.

Se non scrivi testi che piacciono al pubblico non vendi più.

Proprio questo successe a Rosario. I testi successivi non erano piaciuti alla casa discografica, e lui non riusciva ad avere più ispirazioni.

Nel frattempo lui e Benedetta andarono a vivere insieme, lei continuava ad essere stanca dei problemi della sua famiglia e decise di abbandonarla. Rosario la faceva stare bene.

Forse proprio questo aveva condizionato Rosario che, tra i dolori e le difficoltà di Benedetta che aspettava un bambino, non riusciva a trovare tranquillità e spensieratezza, che avevano caratterizzato la scrittura del suo primo album.

Le cose peggiorarono quando Benedetta partorì. Passavano le notti in bianco, cambiando pannolini e preparando biberon.

E intanto Rosario pensava a cosa poteva inventarsi per poter regalare a suo figlio e alla sua donna un futuro stabile e tranquillo.

Fece diversi colloqui di lavoro, abbandonando ormai il suo sogno.

Finì per lavorare in una pizzeria. La sera tornava a casa a pezzi, giocava un po' col suo bimbo che cresceva a vista d'occhio ogni giorno di più.

Ogni sera quando appoggiava la testa sul cuscino non faceva altro che ripensare a quel sogno distrutto.

Ma era cresciuto ormai, era maturato, aveva una famiglia che non poteva deludere per un sogno infranto.

Benedetta lo appoggiava in ogni sua scelta, ma si sentiva colpevole per non aver lasciato che Rosario si realizzasse.

Ogni sera gli chiedeva se era felice, ma lui non le rispondeva, non voleva né mentirle né deluderla.

Lei doveva fare assolutamente qualcosa per fargli tornare il sorriso.

Gli Est-Emporanei non cantavano più insieme, il gruppo si era sciolto. Benedetta cercò per diversi giorni su internet come contattare uno dei ragazzi che anni fa componeva quel gruppo. E ci riuscì. Su facebook contattò il cantante di quel gruppo che aveva fatto sognare Rosario. Benedetta raccontò lui la loro storia, che in parte il rapper già conosceva, e si impegnò affinché Rosario potesse continuare a seguire la strada intrapresa. Quel rapper scrisse diversi testi, che mandò a Benedetta tramite e-mail. Benedetta li stampò e li poggiò sul cuscino di Rosario, accanto a essi c’era un biglietto con il numero di telefono della casa discografica.

Quando Rosario tornò a casa, stanco come sempre, ebbe quella sorpresa, e rimase stupito. Fece addormentare suo figlio e si mise intorno al tavolo con Benedetta a leggere i testi.

Erano bellissimi.

Il giorno dopo contattò la casa discografica e riuscì ad avere un colloquio, portò i testi che stavolta erano piaciuti.

Uscì il secondo cd. Molte canzoni erano cantate proprio con il rapper de Gli Est-Emporanei che era riuscito a donare nuovamente il sorriso a un giovane nato e cresciuto in una città difficile.

Rosario ritrovò la forza e la grinta che per un po' di tempo avevo perso.

Ritrovò in Benedetta la sua musa, l'ispiratrice, alla quale continuava a dedicare canzoni su basi rap.

Finalmente Rosario non si sentiva più un fallito, era importante ora. Ma la cosa importante era che rimaneva sempre il ragazzo, con quei capelli rasati e quell’aria da duro,  semplice e che amava la sua vita così com'era.