Niente è impossibile (di Nunzia Petrone - AICS)

 

Non so come mi sono ritrovato su questa strada, ma di fronte ad un muro del genere non posso restare a guardare.

Corro a casa, chiamo Luca e vado a comprare le bombolette di ogni colore. Con Luca, il mio migliore amico che ho conosciuto all'accademia d'arte, condivido la mia passione per il writer. Lo conosco da dieci anni da quando ne avevamo venti. Da sempre, ogni volta che vogliamo creare qualche murales, ci confrontiamo e tiriamo fuori le idee migliori. Luca è molto creativo ed abbina i colori in modo molto particolare.

Sono uscito dall'accademia d'arte con i massimi voti ma nonostante ciò non riesco a trovare un lavoro dove posso usare le mie qualità. Mi mantengo lavorando in un bar, che si trova a piazza Amedeo, ma non è questo il futuro che vorrei. Non voglio lamentarmi di questo lavoro ma un giorno quando avrò una mia famiglia non riuscirò a mantenerla. Così mi sono messo in cerca di un nuovo impiego ma come sappiamo la situazione a Napoli è molto difficile.

Un giorno mentre andavo in sartoria per portare il caffè, lessi un annuncio dove c'era scritto: "Diventa anche tu un artista", c'erano le audizioni per presentare i propri disegni a Giorgio Armani. Mi era sempre piaciuto fare lo stilista e per questo nel mio tempo libero creavo dei modelli. Non avrei mai pensato di fare delle audizioni per un grande stilista, così mi informai e decisi di andare a fare questo concorso. Dopo aver presentato i miei modelli aspettai con ansia la risposta.

Passati due mesi, in cui continuai a lavorare nel bar, mi arrivò una telefonata da un numero sconosciuto. Risposi e tutto mi aspettavo tranne che la persona dall'altro lato era il segretario di Armani. Mi disse che quel concorso, dove c'erano migliaia di persone, l'avevo vinto io. Non c'era cosa più bella che mi potesse capitare.

Partì per Milano, dove c'era la sede ufficiale, per incontrare Armani. Lui mi disse che gli erano piaciuti molto i miei modelli perchè erano molto originali e per questo mi assunse. Ben presto divenni il suo braccio destro tanto che mi assegnò il compito di dirigere l'altra sede a Napoli. Subito andammo d'accordo e Giorgio, così lo chiamavo, mi fece conoscere la sua famiglia. Lui aveva una figlia, Laura, che subito mi colpì. Cominciammo a frequentarci e dopo un po' ci fidanzammo. Insieme a lei, alla sua famiglia e anche con Luca decidemmo di aprire un'associazione per tutti quelli che come me e il mio amico avevano la passione per i murales.

Cominciò così il nostro progetto di creare murales per il territorio per far si che la gente di questa città si appassionasse a quest'arte. Inoltre, sempre per aiutare la mia Napoli, insieme a Giorgio finanziai il campo estivo della sesta municipalità per tutti quei bambini che soprattutto in estate stanno per strada. Nell'arco di poco tempo avevo trovato un buon lavoro, avevo trovato l'amore e avevo fatto qualcosa per la mia città. Così senza pensarci, quando mi sono ritrovato davanti a questo muro ho deciso di rappresentare la mia vita per comunicare che alla fine anche le cose peggiori vanno per il meglio. Luca senza pensarci nemmeno un po' mi aiutò a creare questo murales, perchè nonostante il mio lavoro, la mia passione per il writer non finirà mai.