Una valigia piena! (di Annachiara Mentone - AICS)

 

Ormai sono passati quattro anni da quando sono uscito da quel maledetto ospedale e per mia fortuna sono cambiate moltecose in quest'arco di tempo...direi in meglio. Mi trovo qui, seduto su questa panchina a Posilippo con questo caffè fra le mani e davanti a me c'è solo un'immagine: la mia fantastica Napoli. Vedo calare il sole, oggi 28 Luglio sento che sono cambiato del tutto.

In realtà volevo partire, scappare via da una vita che non volevo, che non mi apparteneva, che mi stava uccidendo. Ma se sono rimasto qui devo ringraziare i miei genitori e mia cugina Roberta, sono loro che mi hanno spinto a rimanere qui, devo a loro tutta la mia gratitudine e la mia laurea in sociologia. Direi che l'università è stata la mia seconda casa, quella famiglia che non ho mai avuto. Ho conosciuto persone nuove che mi hanno fatto capire la vera importanza della vita. Luca, Mario, Rosa e tanti altri sono diventati la mia seconda famiglia. Finalmente ho trovato persone che mi rispettano, che mi vogliono bene per quello che sono, che mi stimano.

Proprio ieri è stato il mio compleanno...non volevo festeggiare ma mi hanno fatto una festa a sorpresa! Ci siamo divertiti un sacco...ormai sto invecchiando, già sono a 23! Da casa mia me la sogno una veduta così! Uscito dall'ospedale ho fatto di tutto per comprarmi una casa tutta mia, per due anni ho lavorato come segretario sullo studio di un sociologo di barra: Carlo Mazzini. Mi ha aiutato tanto ed è stato grazie alla sua ironia se oggi vedo il mondo a colori. E' stato lui che il 23 marzo dell'anno scorso mi ha proposto di lavorare con lui ad un progetto in delle scuole a Ponticelli finalizzato ad esporre ai ragazzi del quartiere i rischi di Internet e l'importanza ad un uso corretto del web.

Proprio una settimana fa abbiamo lavorato con dei ragazzi di Barra, vedendo i loro comportamenti mi sembravano Tarzaniello, Il Ciuotto, il Nazista e pure Cerozzo! Uscito dalla scuola mi incamminai verso la mia Toyota ripensando alla mia adolecenza travagliata e proprio sulla destra vidi sul marciapiede una bancarella con sigarette di contrabando esposte e dietro i venditori erano proprio loro...Cerozzo e Tarzaniello! Sono rimasto immobile, senza parlare e in un attimo nella mia mente ho rivissutto tutte le mie angoscie e le mie paure di qualche anno prima. Cerozzo aveva la solita faccia da bullo e Trazaniello era rasato, un pò ingrassato. Prima che loro mi vedessero mi sono infilato nella macchina e sgommando sono corso a casa. Provavo rancore...rabbia...odio nei loro confronti.

La mattina seguente mi incontrai con Carlo ad un bar sotto casa dove mi disse che ad alcuni direttori di Roma era piaciuto il nostro progetto tanto che ci avevano chiesto di costruire una sede lì mirata a far lavorare i ragazzi al computer per farli capire realmente i vantaggi e gli svantaggi di Internet. Ci ho riflettuto a lungo e alla fine ho deciso...questa sarà la svolta che mi cambierà la vita. Lo sento. Così ho accettato, mi ritrovo qui...con la mia valigia...pronto per partire. Carlo mi aspetta alla stazione, non potevo andre via senza aver salutato la mia Napoli. Nonostante tutto è qui che sono cresciuto sia nel bene che nel male. Ora però è arrivato il momento di partire. In questa valigia porterò un mare di ricordi brutti ma anche soddisfazioni e gioie!

A presto Napoli...ci rivedremo un giorno, Grazie di tutto!