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Il territorio beneficiario dell'intervento integrato CUNTO, danneggiato anche dalla trascorsa speculazione edilizia, conta centinaia di case popolari, in quartieri massimamente malsani e sovrappopolati. Vi si sconta anche un tasso di dispersione scolastica e di disagio culturale tra i più alti dell'intero ambito comunale, oltre a problemi legati alla disoccupazione (tasso tra i primi d'Italia) e alle importanti infiltrazioni camorristiche nel tessuto sociale. Una municipalità demograficamente giovane che tuttavia ai giovani stessi non riesce a corrispondere adeguate azioni di partecipazione ed un effettivo coinvolgimento per un riscatto sociale e culturale, motivo primo di ideazione di CUNTO.

In effetti, con una popolazione 0-13 anni oltre il 16% e 14-20 anni oltre il 10%, il territorio esprime un tasso giovanile superiore a quello della stessa Città di Napoli. Tra i giovani, schizza oltre il 50% l'indice di rischio di dispersione scolastica, neppure il 18% dei giovani riesce a diplomarsi e il 4% a laurearsi, la disoccupazione raggiungendo il 40%.

Il progetto è stato dunque ideato per un'area che ha subito violenze politiche e relativi rovesci sociali d'ogni tipo e che accusa anche una scarsezza di luoghi di aggregazione e di programmi di recupero del rapporto tra territorio e comunità. A dialogo con i responsabili dei tanti enti dei tre ambiti verso cui protende CUNTO, si è condivisa la metodologia di individuazione dei ragazzi bisognosi e la proposta strumentale della creatività urbana, al fine di indurre in essi, educativamente, una miriade di stimoli. La creatività urbana è infatti un mezzo non accademico, molto flessibile, usabile e giovane; permette processi ideativi (ricerca e pubblicazione di contenuti), pratici (tecniche di esecuzione e sperimentazione), educativi (agisce antiteticamente contro il vandalismo in città), inclusivi (lavoro di gruppo), espressivi (dallo sfogo all'emersione del talento sommerso) e sociali (opere in comunità). Il tutto tipicamente per mano dei giovani. CUNTO si propone come occasione di aggregazione e momento di ripresa del territorio, fucina di eventi comunitari, educazione civica, inclusione sociale, progettazione partecipata. CUNTO è una storia a centinaia di voci e vuole essere la nuova polifonia giovanile di questa periferia, se è vero che la rigenerazione sociale può passare per la creatività urbana.