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Il progetto CUNTO si sviluppa sul territorio della Municipalità 6 del Comune di Napoli, situata al confine orientale della Città, nei quartieri di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio.

Ponticelli è un grande quartiere abitato da circa 70.000 persone, situato vicino alle autostrade per il Nord e per il Sud, al raccordo della tangenziale di Corso Malta e alla superstrada per i cosiddetti paesi vesuviani. Dista 4 km dalla Stazione Centrale di Piazza Garibaldi e altrettanti dall'Aeroporto di Capodichino. Il quartiere presenta purtroppo un elevato tasso di criminalità. La disoccupazione è molto elevata, anche per l'assenza di politiche mirate. Dopo il Fascismo, Ponticelli si tenne a carattere agricolo ed industriale. Dalla ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale, il quartiere uscì danneggiato, a causa della grande speculazione edilizia che si ebbe con il sindaco Achille Lauro. Le centinaia di case popolari costituirono rioni malsani e sovrappopolati, ancora esistenti e pullulanti, raccogliendo la numerosa immigrazione dall'hinterland o gli sfollati di molte zone del centro Città, dopo il terremoto del 1980. Per altro conto, Ponticelli sconta un tasso elevato di evasione scolastica e di disagio socio-culturale.

Barra, con una delle più basse densità demografiche napoletane, è il quartiere dove prende piede il noto “Miglio d'Oro”, brano territoriale chiamato così per la ricchezza storico-paesaggistica e la presenza di splendide ville vesuviane costruite a partire dal Settecento. Re Carlo di Borbone, infatti, rimase incantato dalla bellezza del paesaggio e dalla mitezza del clima della riviera vesuviana, e commissionò ad Antonio Canevari la Reggia di Portici. Il famoso panorama del golfo napoletano con vista su Capri, Ischia e Procida, unito al prestigio della presenza della dimora reale, fece sì che altri nobili si trasferissero lungo il “Miglio d'Oro”, facendosi costruire ville e giardini rococò e neoclassici da importanti architetti. Le ville censite e tutelate dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane sono 122, di cui addirittura 10 si trovano nel territorio barrese, che resta tuttavia un ambito periferico a tratti desolato e pericoloso.

San Giovanni a Teduccio, aggregato alla città di Napoli sotto il Fascismo, anch'esso oggetto di una grande speculazione edilizia, a differenza della maggior parte dei quartieri periferici di Napoli ha conservato buona parte dei caratteri di paese. Ci sono zone, come il cosiddetto "Bronx" ed il rione Pazzigno, che dimostrano un altissimo livello di degrado, con una forte presenza di microcriminalità e un elevato disagio sociale, dovuti anche alla presenza di potenti clan della camorra. San Giovanni è stato in passato sede della più importante industria conserviera del Sud, Cirio, e della prima industria ferroviaria in Italia, servendo la nota tratta Napoli-Portici, con il celebre opificio di Pietrarsa. La fabbrica ha cessato le attività nel 1975, lo sbocco occupazionale non è stato tuttavia ancora pienamente compensato da altre attività economiche e infatti la disoccupazione è uno dei maggiori problemi locali. Vi si trovano anche il Forte di Vigliena, ultimo baluardo della resistenza nella rivoluzione Partenopea del 1799, e un parco intitolato a Massimo Troisi.

Un'area dunque molto difficile, che tuttavia sta ricevendo attenzioni pubbliche e private di grande auspicio, nei termini di una ripresa strutturale e di rigenerazione sociale. Dal punto di vista del contesto territoriale e del suo corrispondente scenario, CUNTO non vuole essere un progetto isolato nel deserto periferico. Al contrario, si pone sull'abbrivo di prossime desiderate imprese pluriennali di trasformazione urbanistica, che già prevedono la realizzazione di centri residenziali, professionali, commerciali e del tempo libero. Tale trasformazione farà sì che il progetto stesso si trovi a ridosso del più grande intervento urbanistico in atto nella città di Napoli dopo il recupero dell'ex-ILVA di Bagnoli.